Qui di seguito trovate un mio vecchio resoconto dell’incontro con Roberto Recchioni tenutosi presso l’Università di Varese nel gennaio del 2014 a proposito di Orfani. Ho deciso di asciugarlo e riproporvelo perché in quest’occasione sono state prese in considerazione le fasi di realizzazione della miniserie Bonelli e trovo sempre interessante quando un autore si prende la briga di raccontare ad un pubblico giovane come nascono i mondi da lui creati.

Ma da dove si inizia quando si deve creare una miniserie?

Punto Primo: Inventare la storia

Dopo aver avuto la possibilità di presentare un progetto alla Sergio Bonelli Editore, Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari hanno cominciato ad immaginare le possibili storie da proporre come soggetto per una futura miniserie. I due autori, dopo un paio di tentativi andati a male, hanno deciso di ripartire dal concetto di “genere” cercando di individuare contesti e ambientazioni specifiche e optando per la creazione di un fumetto di fantascienza bellica. Ciò ha significato avere a che fare con due mostri sacri della letteratura di genere come Heinlein e Haldeman. Con Orfani si è cercato di fare la stessa cosa che fecero gli autori sopracitati raccontando una storia di formazione propria che sfrutta figure archetipe ben definite.

Tramite Orfani esprimo il mio punto di vista su ciò che gli stati e i governi stanno facendo alle generazioni più giovani. All’inizio questo concetto appare chiaro ma sfumato, mentre poi con l’andare del tempo nella narrazione diventerà sempre più forte e predominante.

Orfani 2

Punto secondo: Presentare un progetto

Generalmente ci sono vari modi per presentare un progetto. Il modo più semplice è fare un po’ di studi, scrivere il soggetto e presentarlo alla casa editrice che lo legge e decide se approvarlo. Per Orfani è stata creata anche una “bibbia”, faldone contenente tutti i materiali di riferimento riguardanti i personaggi, le armi in dotazione e le ambientazioni.

Punto Terzo: Creare i riferimenti all’equipe che lavorerà sul progetto

La forte continuity delle miniserie necessita infatti che in ogni episodio venga rappresentato lo stesso universo sempre nella stessa maniera e proprio per questo i creatori si sono visti costretti a dotare disegnatori e coloristi di numerosi e dettagliati riferimenti visivi. Sono stati affrontati perciò lo studio dei personaggi, lo studio dell’oggettistica, la modellizzazione 3D dei protagonisti, lo studio degli alieni, lo studio degli ambienti e lo studio dei veicoli.

Orfani 1

Punto Quarto: Realizzazione del progetto

Solo dopo aver iniziato il lavoro su tavole e sceneggiatura il progetto ha iniziato a rivelarsi per quello che era veramente: un fumetto fortemente incentrato sulla storia di un gruppo di personaggi, sui loro sentimenti, sulle loro interazioni e relazioni e su come il governo interferisce nelle loro vite.

Ci siamo resi conto che tutto quello che avevamo messo nella bibbia, la parte dei dettagli tecnici, di come fare le armi, dei nomi dei veicoli non solo erano inutili, ma sviavano in termini narrativi il centro della storia. Quindi siamo andati via via pulendo tutto.

Tale processo di semplificazione ha avuto lo scopo di rendere più coerente l’universo di Orfani , in modo da far risaltare i personaggi, esattamente come se si trattasse di un dramma teatrale. L’uso di sue flussi narrativi si è rivelata invece essere più una necessità dello sceneggiatore, affascinato dal momento di vuoto che si sarebbe sviluppato tra il passato e il presente dei protagonisti.

È stato poi scelto il gruppo di disegnatori a cui sono state mandate le prime sceneggiature e si è cominciato a pensare alla colorazione. Quest’ultima è diventata una vera e propria spina nel fianco, necessitando di una metodologia specifica per colpa della carta in uso e dei tempi di realizzazione.

L’approccio a colori della prima serie è stata incredibilmente difficile e lunga. Per la seconda abbiamo cercato di trovare un approccio un po’ più razionale, ragionando molto sulle dominanze forti. Esattamente come l’estetica del noir americano nasce dall’esigenza di portare avanti le riprese senza la possibilità di usare numerosi fonti di luce per problemi di budget, così abbiamo rivisto la colorazione della seconda stagione per un questione di tempistica.

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