Orfani: Ringo – Bao Boutique e Ringo #9

In occasione del firmacopie dedicato a Ringo che si è tenuto sabato in Bao Boutique (Milano, Via Vigevano) e che ha avuto come ospiti Emiliano Mammucari, Mauro Uzzeo e Carlo Ambrosini, vi propongo una serie di foto che ho realizzato durante l’evento insieme una breve recensione di Ringo #9: Tabula Rasa. Buona lettura!

La recensione

Ringo, Seba, Nuè e Rosa si trovano in Emilia Romagna pronti a percorrere l’ultimo tratto di strada che dovrebbe portarli nello spazioporto illegale nascosto nell’oscurità del nord Italia. Quella che dovrebbe essere una lunga camminata in mezzo alla cenere si trasforma in un macabra esperienza all’insegna dei labili limiti morali dell’essere umano.

Discostandosi dal numero precedente, fortemente incentrato sui traumi del passato che hanno reso tali i nostri protagonisti, Ringo #9 è un albo che obbliga noi e il nostro quartetto a confrontarsi con il futuro. Mauro Uzzeo trascina il lettore all’interno di un incubo tribale dove le teorie che scardinano il nostro attuale concetto di moralità danno il ben servito al concetto di istinto di sopravvivenza.

In primis ci vengono riproposte e estremizzate in chiave macabra tutta quella serie di prese di posizione che spesso intasano web e social network. Tramite le spiegazioni degli abitanti della Pianura Padana e la visione dei loro rituali siamo catapultati in un sistema dove il sacrificio umano è una pratica utile, una sorta di conversione estrema, in cui l’uomo paga le sue colpe divenendo in tutti i sensi carne da macello.

In secondo luogo osserviamo Ringo, Rosa, Seba e Nuè relazionarsi per la prima volta con il concetto di futuro. I quattro lottano la propria personale battaglia per sopravvivere e per raggiungere i compagni verso un ipotetico lieto fine che, sotto sotto, anche lo stesso Ringo agogna. Ci si trova perciò a ragionare di nuovo (e in maniera più profonda) sui valori  fondanti della nostra società e sulla morale comunitaria che definirebbe i quattro protagonisti una famiglia atipica. Tabula rasa sembra quasi volerci ricordare che non siamo tanto noi, singoli individui, a definire come è più consono e corretto agire e comportarsi quanto la stessa società corrotta in cui viviamo.

Ai numerosi livelli di lettura e agli ingegnosi espedienti narrativi (si veda, per esempio, l’uso nei dialoghi della tribù di alcuni testi della band punk CCCP), si accostano i disegni espressivi e disturbanti di Matteo Cremona e la peculiare ed efficace struttura delle tavole che mettono in subbuglio la gabbia bonelliana. Il tratto del disegnatore si allinea in maniera perfetta alle tematiche dell’albo, proponendo al lettore sequenze allucinanti e stranianti (il trip di Ringo sotto effetto di droga, per esempio) e trasportandolo dentro la griglia grazie al dettagliato studio delle pose dei personaggi e all’attenta caratterizzazione delle loro espressioni facciali.

Grande rilievo acquista anche la costruzione delle tavole, in cui gli strappi alla regola diventano un modo efficace per gestire i tempi di lettura, senza apparire forzate o un mero esercizio di stile. Ne sono un esempio la vignetta sequenziale e centrale delle pagine 42-43 (già citata sopra) e la cruda sequenza verticale delle pagine 52-53 e di quelle che le succedono: due splashpage, che rappresentano Ringo e Rosa in una situazione analoga enfatizzando la crudeltà del popolo in cui sono incappati, e una doppia splash page con visione dall’alto in grado di dare allo stesso tempo una panoramica d’insieme del villaggio e un ritmo incalzante all'”orrorifica” vicenda.

Senza dubbio le atmosfere e la crudeltà della storia sono immediatamente percettibili grazie alla presenza dei colori. Giovanna Niro e Fabiola Ienne riescono con il forte contrasto tra grigio, toni caldi e toni freddi a trasferire le emozioni nei colori, sottolineando il lavoro di pregio del disegnatore. Il grigio diventa perciò il colore delle cenere e della devastazione (la fruttifera Pianura Padana, fonte di agricoltura e allevamento, è infatti arida e sterile), i rossi amplificano il ruolo della violenza e della tortura come rituali di morte e rinascita e il ciano abbraccia le azioni e le reazioni dei protagonisti che lottano, si nascondono e si ricongiungono.

Insomma Tabula Rasa è un albo che consiglio a tutti (anche a chi non ha mai letto un numero di Orfani o Ringo) poiché, con la sua modernità e complessità, ci dimostra quanto il fumetto popolare abbia ancora da dire, senza scadere in formalismi e semplicismi.

Incontro in Bao Boutique

Il 27 giugno dalle 17.30 alle 20.00 Emiliano Mammucari, Mauro Uzzeo e Carlo Ambrosini hanno firmato e dedicato le copie del primo dei quattro volumi di Ringo deluxe editi Bao Publishing. Il fumetto, ricco di extra e disponibile in copertina regular (Emiliano Mammucari) e variant (Gigi Cavenago) raccoglie i primi tre albi della serie Bonelli: Ancora vivo (Recchioni-Mammucari), Nulla per nulla (Maresca-Uzzeo) e Città aperta (Recchioni-Ambrosini). Dopo una breve chiacchierata in cui i tre hanno raccontato piccoli aneddoti relativi il loro lavoro sullo testata (tra cui l’emozione di aver avuto nella rosa dei disegnatori lo stesso Carlo Ambrosini), si è dato subito il via ad un firmacopie tutto spoiler allert che non mi ha dato la possibilità (ahimè) di fare le mie domande su Tabula Rasa a Mauro Uzzeo e Matteo Cremona, presente anche lui all’evento.

Qui di seguito trovate una serie di mie foto scattate per l’occasione!

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Vi lascio con una nota a margine. Su Lo Spazio Bianco c’è un bellissimo articolo di approfondimento relativo Tabula Rasa frutto del lavoro di Ettore Gabrielli. Leggetelo che ne vale la pena. QUI il link.

 

 

 

 

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