La terza stagione di Orfani: Nuovo Mondo inizia il mese di ottobre proponendoci L’aliena, albo che, come si può notare dalla splendida (e centrata) copertina di Matteo De Longis, vede come protagonista assoluta Rosa, l’ultima superstite delle precedenti avventure della famiglia anticonvenzionale di Ringo, nel ruolo di fuggitiva ed extracomunitaria del Nuovo Mondo, pianeta colonizzato dagli umani su cui è fuggita grazie ad una nave clandestina.

Ed è proprio con l’approdo sul pianeta che cominciano le disavventure della ragazza che, scampata da morte certa dopo un attacco alla navicella da parte della guardia marina, deve vedersela con le numerose minacce che vi albergano, siano esse pericolosi mostri o i Cani, robot automizzati a caccia di intrusi.

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L’albo, meno esplosivo dei precedenti numeri uno (in Orfani #1 assistevamo alla distruzione di buona parte dell’Europa, in Ringo #1 al suo scoppiettante ritorno in scena con tanto di famiglia allargata), risulta una lettura piacevole e permette, senza superflue spiegazioni (quelle necessarie sono messe in bocca a Host, il robot assistente di volo che accompagna Rosa durante il viaggio) a Roberto Recchioni e Luca Vanzella di trattare due tematiche complesse come materità e immigrazione e di intrecciarle grazie all’intelligente e sfaccettata caratterizzazione della protagonista, sviluppata e gestita molto bene anche nella precedente stagione.

In primo luogo si assiste alla crescita e al cambiamento di Rosa che ha trovato finalmente qualcosa per cui vivere (e non morire, come il suo attaccamento nei confronti dei moti rivoluzionari contro il governo Juric) e che, come una moderna Sarah Connor, ha trovato le forze per combattere una guerra diversa il cui scopo è rimanere illesa. Gli sceneggiatori riescono nell’intento di dare spessore e profondità al personaggio senza privarla del tutto della spensieratezza che, nonostante le dure prove a cui è stata sottoposta e le perdite che ha subìto, è ancora viva nella ragazza, trapelando dalle pagine del suo diario, in cui c’è ancora spazio per i sogni e i finali a lieto fine. Inoltre il difficile passaggio dalla condizione di figlia alla condizione di madre orfana di padre appare ben strutturato dall’apparizione di Ringo che, come in un sogno ad occhi aperti, accompagna la giovane attraverso l’intricata foresta, così come l’importanza di avere in grembo una nuova vita e la distorsione del concetto di amore materno (rappresentato da Sam, figlia putativa della Juric) sono accennati in maniera esaustiva nelle pagine finali.

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In secondo luogo ci vengono mostrati i quattro protagonisti che fanno parte del complesso problema sociale dell’immigrazione: la Juric, che rappresenta le autorità da cui dipendono le scelte di una linea più o meno dura, la guardia marina (tutta al femminile), che si presenta come il corpo armato che “respinge” i forestieri senza permesso, Rosa,  la profuga in fuga, e Rollo e Cesar, gli scafisti che per denaro trasportano senza scrupoli le persone che riescono a pagare il pedaggio. Senza prendere una posizione ben delineata l’albo si limita a mostrarci le azioni dei comprimari, permettendo al lettore di comprendere le dinamiche che governano il nuovo pianeta e di scoprire l’oscurità che alberga dentro ciascuno dei personaggi caratterizzati da personalità controverse spesso goverate da cieco egoismo. L’ incapacità del lettore di percepire ogni singolo protagonista come un modello positivo rende più oggettiva l’analisi degli eventi che si susseguono, fortemente correlati all’attualità e alla situazione critica che ha vissuto l’Europa in questi mesi.

I disegni di Gigi Cavenago svolgono al meglio la funzione di rendere piacevole e rapida la lettura grazie all’utilizzo di inquadrature che concedono il giusto grado di dinamismo alle tavole e ad un’ottima caratterizzazione espressiva dei personaggi. Nonostante non si raggiunga il livello di sperimentazione che abbiamo apprezzato in #Orfani 11, il disegnatore, con pochi e “semplici” tratti, riesce a delineare un intero mondo, a dare la propria personale interpretazione dei protagonisti della serie (e di Rosa in particolare) e a creare una netta divergenza tra i mostri autoctoni che sbucano dalle profondità del pianeta con le loro silouette morbide e arrotondate e le guardie di frontiera, complessi robot umanoidi che discendono dall’alto scortati dalle navicelle governative. Ricordando in parte l’aria che si respira nell’universo di Star Wars, dove se si presta poca attenzione alle minacce naturali si rischia grosso, la lotta che prende piede nelle pagine finali sembra proprio rappresentare l’idea che non vada sottovalutato il pericolo che deriva dalla natura incontaminata e sconosciuta, concetto che culmina a pagina 75, dove una tavola costruita a ventaglio sottolinea prepotentemente la forza primordiale del’habitat e degli animali che ci vivono e che possono facilmente sopraffare Rosa.

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Il lavoro di Annalisa Leoni si sposa bene con lo stile di Gigi Cavenago e riesce, tramite l’uso del blu e del rosso, che indicano il contrasto tra bene/male e naturale/artificiale, a donare alle varie pagine la giusta dose di tensione e a definire per mezzo dei contrasti la pericolosità insita nel nuovo mondo. Interessante quindi osservare come alle tavole legate ai robot e alla loro descrizione, in rosso, e a quelle in cui Rosa si scontra con i mostri che abitano la sua nuova casa, prevalentemente in blu, si aggiungano le pagine 76 e 77, completamente dominate dalle tonalità del giallo che, come visto in precedenza anche in Orfani e Ringo, riportano Rosa nel limbo dove si trovano gli Orfani morti a dar vita ad una sorta di dejavu che ci accompagna di stagione in stagione in cuu ci vengono mostrati i personaggi che hanno sprecato la loro possibilità di redenzione.

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Orfani: Nuovo Mondo #1 si presenta quindi come un prodotto differente dai precedenti numeri uno di Orfani e Orfani: Ringo, risultando meno ricco di colpi di scena ma mantenendo un ritmo costante e piacevole che permette al lettore di concentrarsi sulla psicologia dei protagonisti e sulle dinamiche che prevalgono all’interno della colonia governata dalla Juric.

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