Esce il 6 giugno in anteprima mondiale su Fox (canale 112 di Sky), ma alcuni fortunati ne hanno già avuto un assaggio durante l’anteprima europea svoltasi a Roma lo scorso 19 Aprile e in occasione del Napoli Comicon in questo week-end con tanto d’incontro con gli attori del cast (Patrick Fugit, Philip Glenister, Wrenn Schmidt, Reg E. Cathey e Kate Lyn Sheil). Si tratta di Outcast serie televisiva tratta dall’omonimo fumetto realizzato da Robert Kirkman (creatore e sceneggiatore di Invincible e The Walking Dead) e dal disegnatore Paul Azaceta.

A ridosso dal lancio del primo trailer del telefilm Paul Azaceta ha partecipato al tuor promozionale del fumetto organizzato da Saldapress dedicando ai propri fan le copie di Outcast nei pressi di Lucca, Roma, Bologna e Milano. Ed è proprio a Milano che ho assistito sia al firmacopie che si è tenuto in Alastor sia all’incontro che si è svolto a Wow – Museo del Fumetto in occasione della breve mostra dedicata all’autore di cui vi racconto qui sotto.

Guarda il trailer di Outcast

Il firmacopie in Alastor

20151106_181345

L’incontro al Wow – Museo del Fumetto

Dopo aver riassunto brevemente le tematiche della serie che narrano le vicissitudini di Kyle Barnes, personaggio che vive ai margini della società per evitare i fenomeni di possessione demoniaca che gli anno distrutto la vita, e dopo aver ricordato in che mondo Saldapress ha deciso di pubblicare i volumi della serie (disponibile sia in b/n in formato bonelliano sia nella sua versione a colori), Andrea G. Ciccarelli ha dato la parola a Paul Azaceta che ha raccontato come è nato Outcast e ha poi descritto il suo lavoro avvalendosi della presenza dei suoi originali in mostra.

20151107_161258

“Iniziare a lavorare ad Outcast ha significato tanto ed è per me importantissimo.” Ha iniziato Paul Azaceta. “Come prima cosa da appassionato di genere horror mi sono chiesto quale potesse essere il modo migliore per trasporre in immagini l’idea che io avevo dell’horror e a che cosa  potesse funzionare e cosa no. Quindi avevo molti pensieri in testa prima di iniziare a lavorarci sopra. Credevo che la cosa più difficile da fare fosse inserire nelle tavole quell’elemento che fa scattare la paura. In un fumetto non puoi far passare quella dimensione psicologica della paura sfruttando la musica come si fa nei film perciò ho dovuto lavorare in primis su questo aspetto. Quello che ho pensato di fare è stato quindi di trasferire nel disegno questo meccanismo che negli altri media viene raggiunto sfruttando diversi stratagemmi.”

Spostando il discorso sul ruolo che ha la possesione demoniaca nel fumetto e su come i due autori abbiano deciso di portare avanti la tematica portata in  auge dal libro e dal romanzo L’esorcista nei primi anni settanta, il disegnatore afferma quanto sia necessario confrontarsi con la cinematografia horror e conviverci, esattamente come fa The Walking Dead.

20151107_162601

“Quello che facciamo in Outcast è raccontare l’horror sfruttandone le sue mille sfaccettature e far scoprire l’orrore al lettore sfruttando un formato temporale più lungo di quello che ci ha abituato il cinema.”

Sull’inscatolamento che caratterizza l’opera inizialmente e va a perdersi nei capitoli successivi in cui si osserva una vera e propria apertura verso l’esterno Paul Azaceta ragiona in questi termini:

“I personaggi rimangono sempre legati alle proprie paure che rappresentano metaforicamente il tema dell’opera. Proprio per questo motivo il fumetto riesce a ricreare questa dimensione claustrofobica. Ricreare l’apertura verso l’esterno ci ha permesso di svincolarci dalla claustrofobia nella quale il personaggio sembra essere intrappolato. Ciò crea un’interazione tra il pensiero del personaggio che guardando il panorama che si trova all’esterno si proietta in una nuova dimensione di apertura.”

20151107_162627

Ci si sofferma poi sul reverendo Anderson, co-protagonista della vicenda e personaggio preferito di Paul Azaceta che grazie alle sue fragilità (in forte contrasto con la sua incrollabile fede) e alla sua necessità di comprendere il male ancestrale per quello che è si conferma come uno dei personaggi centrali e più complessi di Outcast, definito graficamente tramite la scelta di renderlo sempre sicuro si sè e di tenerlo al centro dell’attenzione durante gli esorcismi in contrasto con la decisione di far trasparire la sua riflessività e le sue paure nelle scene in cui è solo con il suo io.

E sul coinvolgimento nella serie televisiva:

“Nell’adattamento televisivo si stanno attenendo all’evoluzione della trama del fumetto. Io e Robert siamo liberi di portare avanti il fumetto come desideriamo, mentre i produttori della serie televisiva non fanno altro che cercare di trovare il modo per raccontare la storia di Outcast nella maniera più idonea. So che stanno cercando di rimanere fedeli all’originale, anche se in alcuni casi i cambiamenti risultano necessari per cercare di rendere al meglio alcune scene sfruttando la diversità dei due mezzi espressivi.”

La mostra degli originali

Dopo una breve descrizione del suo modo di lavorare in rapporto al fatto che gli albi americani vengono colorati da Elizabeth Breitweiser (che si basa sull’idea di sfruttare il colore per esprimere le emozioni e trasferire l’atmosfera lugubre di Outcast sul suo disegno) e sul modo di ideare le copertine del fumetto alla ricerca di uno stile grafico essenziale in grado di catturare l’attenzione del lettore, si è passati ad analizzare le tavole originali in mostra.

20151107_164649

“Questa doppia tavola è una delle mie preferite in cui vi fate un’idea dell’ambientazione di Outcast. Questa è una scena indicativa in cui si racconta molto e prorpio per questo correvo il rischio dei essere noioso. Mi sono allora deciso di disegnarlo come se fosse un documentario dove alcuni personaggi non appaiono al centro della scena, spostando l’attenzione su alcuni dettagli come ad esempio le mani sulla balaustra.”

“Quando abbiamo iniziato a parlare della mostra, non ero certo che funzionasse ma volevo mostrare le copertine ultimate con a fronte il disegno. Vedendole ora trovo che il risultato sia fantastico perchè spiega benissimo la lavorazione a più strati presenti nei disegni.”

20151107_154138

“Questa la copertina del numero sei (nella foto in basso a sinistra), e qui vedete che ho realizzato due versioni della scena, una illuminata dalla luce e una in ombra per creare gli strati e facilitare il processo di colorazione successivo. Questa è la mia preferita. Quando l’ho realizzata avevo dei dubbi sul fatto che avrebbe funzionato poi, togliendo alcune linee e definendo meglio i profili, ho ottenuto un effetto soddisfacente. Questa è un’altra delle migliori (si riferisce alla cover dell’albo numero tre, nella foto in basso sulla destra) perchè trovo che Elizabeth sia riuscita scegliendo le giuste gradazioni di rosa e giallo a far uscire i due volti in maniera brillante. E poi è la preferita di mia moglie e l’unica senza nessuna macchia di sangue e nessun mostro.”

20151107_160002

E riguardo a Robert Kirkman…

In chiusura Paul Azaceta parla del suo rapporto con Robert Kirkman:

“Non per fare troppi complimenti a Robert Kirkman, ma la nostra è una simbiosi perfetta. Lui ha un’idea ben precisa di quello che vuole dire con la sua storia in ogni momento. La sceneggiatura è sempre dettagliata e mi dice sempre cosa deve accadere. Allo stesso tempo è sempre attento e pronto ad ascoltare i miei suggerimenti e le mie idee creative. Non mi sento perciò obbligato dalle sue indicazioni che considero le fondamenta di questa storia.”

All’incontro è seguito un firmacopie per i fan.

20151107_171236


Si è parlato di:
Outcast #1 – Il reietto
Robert Kirkman, Paul Azaceta
Traduzione: Stefano Menchetti
SaldaPress, 2015
72 pagine, brossurato, bianco nero –  2,30 €
ISBN: 977811011800750001

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...