#ClassicFriday: Gli uccelli

Questo venerdì ho visto Gli uccelli, uno dei più celebri film di Alfred Hitchcock.

La storia la sappiamo più o meno tutti: l’avvenente Melanie si reca a Bodega Bay con l’intento di approfondire la conoscenza con l’avvocato Mitch Brenner, ritrovandosi ad affrontare un’aggressiva schiera di volatili insieme agli abitanti del paesino.

Realizzato nel 1963, il film sfrutta l’attacco degli uccelli per raccontare i rapporti interpersonali che si sviluppano tra i protagonisti e per esplicitare i differenti comportamenti che potrebbe avere l’uomo qualora si trovasse di fronte ad un evento del genere.

Si tratta di un prodotto dove si realizzano le tre unità della tragedia classica poichè la storia si sviluppa a Bodega Bay (continuità di spazio) nell’arco di due giorni (continuità di tempo) trattando esclusivamente l’acuirsi dell’attacco da parte degli uccelli (continuità d’azione).

 Poster

The birds

La citazione

“Vorrei avere un carattere più forte. Ho perduto mio marito quattro anni fa. È tremendo come si abbia bisogno di qualcun altro per sentirsi forti. E ad un tratto tutta la forza se ne va e si rimane soli.”

(Lydia Brenner, la madre di Mitch, svela le sue paure a Melanie e al pubblico. Il dialogo con la ragazza analizza la figura materna gelosa e protettiva più volte riproposta da Hitchcock nei suoi film.)

Titoli di apertura

Una curiosità su tutte

La colonna sonora del film è un vero e proprio esperimento voluto dal regista. Se si escludono l’accenno del Première Arabesque di Claude Debussy suonato da Malanie, la canzoncina Risseldy Rosseldy cantata dai bambini a scuola e la canzone popolare scozzese di Wee Cooper O’Fife, la colonna sonora è una sorta di rielaborazione in partitura dei rumori e dei versi degli uccelli. Per creare tale effetto il duo composto da Remi Gassman e Oskar Sala si è occupato di creare i rumori degli uccelli sotto il controllo dello stesso Hitchcock, desideroso di sfruttare al meglio quelle sonorità per rendere più efficace possibile l’effetto drammatico. In contrapposizione allo starnazzare degli uccelli si contrappongono scene dominate (o quasi) dal silenzio, come la scena in cui Lydia scopre il cadavere del suo amico e la scena finale.

Il regista ha detto:

François Truffaut: Trovo molto bello avere fatto ruotare il dialogo della scena del negozio degli uccelli intorno alla ricerca degli uccelli d’amore, gli inseparabili (“love birds” in inglese), perchè in seguito il film metterà in scena degli uccelli d’odio. Questi riferimenti agli inseparabili lungo tutto il film sono molto ironici.

Alfred Hitchcock: Ironici e necessari, perchè l’amore sopravvive a tutte queste prove, no? Alla fine, prima di salire in macchina, la ragazzina chiede: <<Posso portare gli uccelli d’amore?>>. Allora significa che qualcosa di buono sopravvive attraverso questa coppia di inseparabili.

(da Il cinema secondo Hitchcock di François Truffaut)

L’arte dietro il film

Qui sotto trovate gli splendidi storyboard del film, realizzati da Harold Michelson.

Harold Michelson 5

Harold Michelson 8

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