Orfani: Terra Tour a Milano

Il 14 Gennaio alla fumetteria Supergulp di Milano si è tenuto il primo incontro dedicato a Orfani: Terra, ultima avventura in tre albi dedicata al mondo di Orfani, miniserie Sergio Bonelli Editore ideata da Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari.

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Per l’occasione Michele Masiero insieme a Emiliano Mammucari, Matteo Mammucari, Mauro Uzzeo, Giovanni Masi e Roberto Recchioni hanno presentato il progetto e parlato dell’albo Terra #1 –  Dalla cenere, primo prodotto Sergio Bonelli Editore uscito contemporaneamente in edicola e in fumetteria.

Dopo aver accennato proprio a questa particolarità dell’albo e alla decisione di creare una variant incentive omaggio per le fumetterie ogni dieci copie acquistate, ci si è soffermati sull’ esordio di Emiliano Mammucari come sceneggiatore e sul coinvolgimento di Gipi come copertinista di questa quinta serie.

Emiliano Mammucari ha poi presentato la squadra di disegnatori, composta da Alessio Avallone, Luca Genevose e Matteo Cremona, mentre Mauro Uzzeo ha sottolineato il fatto che a scrivere Dalla cenere, che si apre con la storia di due fratelli, siano proprio i due fratelli Mammucari. A proposito dell’esperienza lo stesso Emiliano Mammucari afferma:

“Sono tanti anni che sono disegnatore e proprio per questo c’è una partecipazione al disegno di un certo tipo, anche emotiva. Ma che cos’è la scrittura! Questa è la prima volta che scrivo e fa male in qualche modo perchè ti mette a nudo. Sono una persona che ci tiene al lavoro di squadra e scrivendo con Mauro e Giovanni ci siamo trovati a recitare le battute… Sono sicuro che questo esperimento della scrittura lo rifarò e che abbia cambiato la mia percezione del disegno. Inoltre in Bonelli c’è una tradizione di disegnatori passati alla scrittura…”

L’incontro si è chiuso con il firmacopie degli albi e della stampa realizzata per l’occasione dallo stesso Emiliano Mammucari.

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In viaggio con Ringo

Ora che Orfani: Ringo #10 – Animali selvaggi è in edicola da un po’ e che la seconda stagione della miniserie Sergio Bonelli Editore volge al termine, mi sono riproposta di fare un piccolo tratto del viaggio on the road dei quattro protagonisti in occasione del loro passaggio a Milano.

L’itinerario che decidono di seguire Ringo, Rosa, Seba e Nuè è molto semplice e si tratta del percorso che da Stazione Centrale passando per Porta Venezia arriva al Duomo prima e al Castello Sforzesco poi. Buona parte del viaggio corre quindi in parallelo con i binari della metro rossa e segue alcune delle vie principali di Milano. Al contrario di quanto si muovevano nel sud del paese, gli orfani si spostano all’interno della città seguendo strade ampie circondate dai palazzoni simbolo del capoluogo meneghino a ricordarci che, Corvi a parte, c’è molto poco da temere. La città è deserta, più o meno.

Si parte da Stazione Centrale, luogo in cui troviamo Ringo & Co. svegliarsi, uscire dal treno sul quale si sono rifugiati e partire in perlustrazione tutti insieme. Grazie alla nuova conformazione e alle scritte EXPO presenti nei finestrini dei nuovi freccia rossa non ho avuto modo di scattare le prime foto così come i nuovi regolamenti imposti per l’evento mi hanno impedito di fare lo stesso all’interno della stazione (immaginatemi là dentro con i bagagli e il fumetto in mano nel tentativo di fotografare decentemente la struttura!). Ho ovviato il problema cercando qualche immagine utile dal web.

Milano

Stazione 3

Sazione 1

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Si esce.

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Alla sinistra della stazione si snoda Via Vitruvio protagonista della seconda vignetta di pagina 12.

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Da qui le vignette successive, che si riferiscono all’avvistamento di uno dei Corvi, ci mostrano Porta Venezia, “braccio più centrale” di Corso Buenos Aires che si protende verso San Babila e Duomo. Ci troviamo proprio a due passi dai bastioni (anche se non li vediamo all’orizzonte, forse son distrutti) e, guardando verso Palestro, possiamo individuare sulla sinistra il palazzo dove si è appostato Jonas.

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Mentre i quattro si confrontano sull'”immortalità” dei Corvi, si spostano verso Palestro. Nelle vignette di pagina 17 risulta abbastanza semplice individuare il Museo della Scienza e i palazzi che gli si affacciano (l’ufficio postale e la banca che gli è di fronte per esempio).

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Da Corso Venezia verso San Babila. Qui mi soffermo ad osservare i palazzi che appaiono distrutti nell’albo e lo stato disastroso in cui si trova la fontana. Ma il Duomo mi aspetta…

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In realtà il Duomo, nel volume appare solo di sfuggita, pur essendo il grande protagonista della copertina di Emiliano Mammucari. Partendo dal presupposto che il percorso che compiono Ringo, Rosa, Seba e Nuè sia il modo più semplice e immediato per raggiungere il Castello Sforzesco (da Via Dante) passando da Duomo, ho considerato tutto ciò una scelta ponderata, l’idea di incentrare l’azione prevalentemente tra Castello Sforzesco e Parco Sempione.

Senza dilungarmi troppo: la copertina.

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Arrivati a Cairoli Ringo combatte coi lupi senza l’ingombro di Expo Gate…

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…suscitando, con la sua vittoria, l’ululato di Jonas, che risuona fino a raggiungere il Duomo.

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Duomo Orfani
Foto scattata da Terrazza Martini. L’inquadratura è perfetta!

Sconfitto l’ennesimo nemico “naturale” di Ringo (quasi a ricordarci che il nostro eroe era un torero addestrato a riconoscere la purezza e la nobiltà della lotta ad armi pari contro gli animali), i quattro si recano all’interno del cortile del Castello Sforzesco, dove infine si separano.

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Da qui Rosa, Seba e Nuè si separano da Ringo, recandosi a Parco Sempione passando per il Castello in modo da trovarsi di fronte all’Arco della Pace.

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Ringo invece, sempre nel cortile del Castello, deve riprendersi in fretta per combattere contro Jonas che gli rivelerà delle importanti informazioni.

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Da pagina 51 fino alla fine l’azione si svolge a Parco Sempione dove il gruppo si riunisce di nuovo, pronto a dover affrontare uno dei momenti più drammatici della serie (di cui non vi dirò altro, semmai foste venuti a curiosare non avendo letto l’albo).

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E con questo termina il mio tour di Milano guidata dal lavoro di Roberto Recchioni, Luigi Pittaluga e Luca Saponti. Vi lascio con la promessa di non abbandonare questa mia bizzarra idea di rivivere le disavventure che i personaggi dei fumetti affrontano nella mia città nella speranza di farvi conoscere meglio Milano e farvela amare almeno un po’.

Orfani: Ringo – Bao Boutique e Ringo #9

In occasione del firmacopie dedicato a Ringo che si è tenuto sabato in Bao Boutique (Milano, Via Vigevano) e che ha avuto come ospiti Emiliano Mammucari, Mauro Uzzeo e Carlo Ambrosini, vi propongo una serie di foto che ho realizzato durante l’evento insieme una breve recensione di Ringo #9: Tabula Rasa. Buona lettura!

La recensione

Ringo, Seba, Nuè e Rosa si trovano in Emilia Romagna pronti a percorrere l’ultimo tratto di strada che dovrebbe portarli nello spazioporto illegale nascosto nell’oscurità del nord Italia. Quella che dovrebbe essere una lunga camminata in mezzo alla cenere si trasforma in un macabra esperienza all’insegna dei labili limiti morali dell’essere umano.

Discostandosi dal numero precedente, fortemente incentrato sui traumi del passato che hanno reso tali i nostri protagonisti, Ringo #9 è un albo che obbliga noi e il nostro quartetto a confrontarsi con il futuro. Mauro Uzzeo trascina il lettore all’interno di un incubo tribale dove le teorie che scardinano il nostro attuale concetto di moralità danno il ben servito al concetto di istinto di sopravvivenza.

In primis ci vengono riproposte e estremizzate in chiave macabra tutta quella serie di prese di posizione che spesso intasano web e social network. Tramite le spiegazioni degli abitanti della Pianura Padana e la visione dei loro rituali siamo catapultati in un sistema dove il sacrificio umano è una pratica utile, una sorta di conversione estrema, in cui l’uomo paga le sue colpe divenendo in tutti i sensi carne da macello.

In secondo luogo osserviamo Ringo, Rosa, Seba e Nuè relazionarsi per la prima volta con il concetto di futuro. I quattro lottano la propria personale battaglia per sopravvivere e per raggiungere i compagni verso un ipotetico lieto fine che, sotto sotto, anche lo stesso Ringo agogna. Ci si trova perciò a ragionare di nuovo (e in maniera più profonda) sui valori  fondanti della nostra società e sulla morale comunitaria che definirebbe i quattro protagonisti una famiglia atipica. Tabula rasa sembra quasi volerci ricordare che non siamo tanto noi, singoli individui, a definire come è più consono e corretto agire e comportarsi quanto la stessa società corrotta in cui viviamo.

Ai numerosi livelli di lettura e agli ingegnosi espedienti narrativi (si veda, per esempio, l’uso nei dialoghi della tribù di alcuni testi della band punk CCCP), si accostano i disegni espressivi e disturbanti di Matteo Cremona e la peculiare ed efficace struttura delle tavole che mettono in subbuglio la gabbia bonelliana. Il tratto del disegnatore si allinea in maniera perfetta alle tematiche dell’albo, proponendo al lettore sequenze allucinanti e stranianti (il trip di Ringo sotto effetto di droga, per esempio) e trasportandolo dentro la griglia grazie al dettagliato studio delle pose dei personaggi e all’attenta caratterizzazione delle loro espressioni facciali.

Grande rilievo acquista anche la costruzione delle tavole, in cui gli strappi alla regola diventano un modo efficace per gestire i tempi di lettura, senza apparire forzate o un mero esercizio di stile. Ne sono un esempio la vignetta sequenziale e centrale delle pagine 42-43 (già citata sopra) e la cruda sequenza verticale delle pagine 52-53 e di quelle che le succedono: due splashpage, che rappresentano Ringo e Rosa in una situazione analoga enfatizzando la crudeltà del popolo in cui sono incappati, e una doppia splash page con visione dall’alto in grado di dare allo stesso tempo una panoramica d’insieme del villaggio e un ritmo incalzante all'”orrorifica” vicenda.

Senza dubbio le atmosfere e la crudeltà della storia sono immediatamente percettibili grazie alla presenza dei colori. Giovanna Niro e Fabiola Ienne riescono con il forte contrasto tra grigio, toni caldi e toni freddi a trasferire le emozioni nei colori, sottolineando il lavoro di pregio del disegnatore. Il grigio diventa perciò il colore delle cenere e della devastazione (la fruttifera Pianura Padana, fonte di agricoltura e allevamento, è infatti arida e sterile), i rossi amplificano il ruolo della violenza e della tortura come rituali di morte e rinascita e il ciano abbraccia le azioni e le reazioni dei protagonisti che lottano, si nascondono e si ricongiungono.

Insomma Tabula Rasa è un albo che consiglio a tutti (anche a chi non ha mai letto un numero di Orfani o Ringo) poiché, con la sua modernità e complessità, ci dimostra quanto il fumetto popolare abbia ancora da dire, senza scadere in formalismi e semplicismi.

Incontro in Bao Boutique

Il 27 giugno dalle 17.30 alle 20.00 Emiliano Mammucari, Mauro Uzzeo e Carlo Ambrosini hanno firmato e dedicato le copie del primo dei quattro volumi di Ringo deluxe editi Bao Publishing. Il fumetto, ricco di extra e disponibile in copertina regular (Emiliano Mammucari) e variant (Gigi Cavenago) raccoglie i primi tre albi della serie Bonelli: Ancora vivo (Recchioni-Mammucari), Nulla per nulla (Maresca-Uzzeo) e Città aperta (Recchioni-Ambrosini). Dopo una breve chiacchierata in cui i tre hanno raccontato piccoli aneddoti relativi il loro lavoro sullo testata (tra cui l’emozione di aver avuto nella rosa dei disegnatori lo stesso Carlo Ambrosini), si è dato subito il via ad un firmacopie tutto spoiler allert che non mi ha dato la possibilità (ahimè) di fare le mie domande su Tabula Rasa a Mauro Uzzeo e Matteo Cremona, presente anche lui all’evento.

Qui di seguito trovate una serie di mie foto scattate per l’occasione!

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Vi lascio con una nota a margine. Su Lo Spazio Bianco c’è un bellissimo articolo di approfondimento relativo Tabula Rasa frutto del lavoro di Ettore Gabrielli. Leggetelo che ne vale la pena. QUI il link.