La bambole tristi di Celerina Mo

Lei è la creativa Celerina Mo, loro le sue Dolls. La serie, realizzata con la sola idea di poter esprimere completamente se stessa, ha dato modo all’artista lituana di creare bambole dal corpo di donna che si mostrano appassionate, disperate e solitarie (insomma, capaci di tutto tranne che di nascondere disagi e sentimenti più profondi), e di portare avanti la riflessione legata ai toys e al loro legame con l’arte.

Qui di seguito trovate alcune delle sue opere.

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Naked: The Three Grace 0.2

Si chiama Adrian Knopik, è un creativo polacco e risulta tra i fondatori di Fuse Collective, collettivo che si occupa principalmente di Visual e Multimedia Design. Nel suo profilo Behance, di tanto in tanto, pubblica le sue illustrazioni, sempre realizzate in digitale, sempre utilizzando una tavoletta cromatica ridotta all’osso, spesso sfruttando il netto contrasto tra i colori scelti per l’occasione.

Nel 2011 realizza The Three Graces 0.2, una serie composta da tre illustrazioni con lo scopo di interpretare in chiave moderna Le tre grazie, quadro del 1503 dipinto ad olio da Raffaello e conservato nel Museo Condé di Chantilly. L’artista rinascimentale – come potete vedere qui sotto – si ispira al gruppo ellenistico delle Tre Grazie per dare forma umana alle virtù femminili di modestia, bellezza e amore (Castitas, Pulchritudo e Amor) ed evocare l’immortalità come ricompensa per le virtù dell’uomo, elemento rappresentato dai pomi delle Esperidi che le tre divinità tengono in mano.

Le tre grazie

Se facciamo un passo indietro e prendiamo in considerazione la mitologia greco-romana le Grazie o Cariti (in greco antico Χάριτες) sono le divinità della gioia di vivere e della bellezza. Molte sono le versioni relative il loro prentado (figlie di Era, di Elios o di Afrodite e Dioniso, per usare la terminologia greca che a me è sempre suonata meglio)  e il loro numero, ma nel corso del tempo vengono raffigurate come tre giovani fanciulle nude che si tengono per mano e ricordano agli uomini il valore della perfezione, rispondendo ai nomi di Aglaia (lo Splendore), Eufrosine (la Letizia) e Talia (la Pienezza).

Appare chiaro sin da subito quanto Adrian Knopik si sia divertito a giocare con le allegorie e la simbologia rinascimentale modificando il significato della generosità, rappresentata dal “girotondo” delle Grazie e caratterizzata dalle azioni dell’offrire, dell’accettare e del restituire, e “sporcando” e allo stesso tempo modernizzando il concetto di bellezza e ricompensa. Che il concetto di gioia e di bellezza sia stato rivisitato in chiave moderna è abbastanza evidente e, in un certo senso, quasi rassicurante!

Il modo in cui  le tre figure sono posizionate (Eufrosine è di lato, la sinuosità delle tre richiama il chiasmo, la posizione tipica delle sculture greche del periodo classico) e l’uso di una una tavolozza di soli sei colori (in cui dominano il bianco e il grigio, i colori del marmo delle sculture greche e de Le tre Grazie del Canova) sono scelte che rimangono in ombra ma che rendono splendide le composizioni, in sè e per sè costruite con un tratto troppo fotografico per i miei gusti.

Qui di seguito potete dare un’occhiata alla serie completa. Enjoy it!

Adrian Knopik 1
Aglaia
Adrian Knopik 2
Eufrosine
Adrian Knopik 3
Talia